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Boom di crescita per il trading online in Italia

Le sono serviti alcuni anni per acclimatarsi al clima italiano, ma ora l’industria del trading online ha ripreso la crescita a ritmi sostenuti. Dal 2015, con la crisi del franco svizzero, molti Forex broker hanno dovuto chiudere battente oppure si sono agglomerati fra loro in entità maggiori, ma grazie al settore Forex-CFD, alcuni broker domestici hanno iniziato a tirare dei sospiri di sollievo.

La recente crescita, secondo Andrea Fiorini, responsabile di Mediosfera, si deve in realtà a dinamiche interne ai broker stessi, che si sono organizzati a fronteggiare le crisi grazie ai recenti periodi bui, piuttosto che venire temprati dall’andamento del mercato italiano. Nonostante questo non significhi che tutte le difficoltà siano state interamente superate, Fiorini afferma che è un balsamo per l’industria italiana l’interesse che stanno dimostrando alcune aziende estere.

Nella presente indagine sono stati analizzati in tutto 132 broker, di cui 106 esteri presenti in Italia solo tramite un sito web, la maggior parte specializzati nell’offerta di Forex e CFD e opzioni binarie. Sono aumentate, inoltre, le banche (2 in più rispetto all’anno scorso) e le Sim italiane, di cui alcune concentrate solo su fondi d’investimento online. Si aggiungono a questi broker specializzati (ovvero che offrono dei servizi solo tramite una piattaforma evoluta client, call center operativi ecc.) 298 banche “tradizionali2 che pur essendo classificate come non specializzate offrono servizi di negoziazione telematica via web, e altre 192 banche di media grandezza fino a quelle di piccole dimensioni che sono convenzionate con Directa.

L’organizzazione del mercato italiano online si basa allora su 4 broker bancari online (Iwbank, Webank-Banco BPM, Sella.it-Banca Sella, Fineco) più una Sim (Directa). Queste entità da sole rappresentano almeno l’85% di mercato sia in termine di eseguiti che di volumi e di numero di clienti attivi. Ci si affiancano inoltre i 100 e più esteri che si sono specializzati in Forex e CFD invadendo il mercato italiano dopo la tragica chiusura delle 106, voluta dalla Banca d’Italia nel 2007.

Non tutti questi fenomeni sono visibili, ma quello più evidente è la progressiva trasformazione dei broker nati come Forex.CFD (attualmente sono 14) in intermediari con un’ampia offerta online di azioni, derivati e così via.

Dunque, i 132 broker che sono stati presi in analisi dalla presente indagine mettono a disposizione dei loro clienti ben 151 piattaforme operative di cui 44 client, 54 su base online e 53 disponibili per dispositivi mobili come tablet e smartphone. Si rivelano essere inoltre 102 le “piazze” su cui i trader italiano possono operare online. Sono ovviamente tutti mercati regolamentati MTF, ECN e circuiti di scambio OTC e segmenti di mercati, e in Italia nel sono presenti ben 16 dei 39 sparsi in tutta Europa. Solo 12 broker esteri, invece, hanno ampliato la loro offerta anche ai mercati di Borsa italiana.

Per concludere, rispetto all’anno scorso hanno acceso il turbo anche i broker online con sede a Cipro (ben 63) e nel Regno Unito (30) ma il numero di quelli interamente italiano si attesta ancora attorno ai 20, battendo comunque quelli bulgari (5) e maltesi (2).

 

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